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Mobirise
Modelli didattici in scatola di montaggio
per capire, costruendo le macchine,
i principi della scienza
e le basi della composizione artistica

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PERFECTO

Studio da l’Uomo Vitruviano in legno e pelle. Modello in scala non definita da: Leonardo da Vinci, “Uomo Vitruviano”, 1490 ca. Galleria dell'Accademia, Venezia.

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 A quest’opera, realizzata nell’ambito della linea “Le idee di Leonardo”, abbiamo dato il nome di “Perfecto” perché, se lo analizziamo da vicino, possiamo renderci conto che non si tratta solo dell’elaborazione del celeberrimo disegno vinciano. Per la parte tridimensionale, infatti, il progetto è anche debitore della scultura “Squilibrio” (del 1967) di Mario Ceroli a cui si riferisce con evidenti citazioni. E poi ci sono i particolari e le interpretazioni estetiche e tecniche, frutto della nostra cultura, che rendono l’opera assolutamente personale. 

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Nella nostra interpretazione tridimensionale dell’opera di Leonardo, abbiamo deciso di incidere il disegno dell’uomo, nelle due posizioni che assume, sulla stessa tavola e con lo stesso tratto, sui due lati, per rimanere più vicino al progetto originale eseguito in forma piatta. Dato l’inserimento dell’uomo in una sfera, e alla possibilità di ruotare all’interno di essa, facendo intravedere il concetto di uomo al centro del mondo, o del Creato, abbiamo ritenuto di rappresentare la figura con tecnica bidimensionale in modo da non allontanarci troppo dal concetto che esprime l’Uomo leonardesco.
Per tutto ciò abbiamo ritenuto che dare a questo prodotto il nome generico di “Uomo Vitruviano”, sarebbe stato riduttivo e non corretto. Ma la scelta di chiamarlo “Perfecto” non vuole essere in alcun modo presuntuosa, perché si riferisce al nostro lavoro, sviluppato al massimo delle nostre capacità; e perché, soprattutto, vuole essere un omaggio ai grandi uomini del passato, che ci hanno tramandato il loro sapere.

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Il prodotto viene fornito in scatola di montaggio con istruzioni in italiano e inglese corredate da figure semplici.
Tutti i prodotti della linea sono curati nei dettagli e spesso utilizzano materiali tipici del periodo storico di riferimento: in questo caso legno e cuoio.

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BOMBARDA

Interpretazione in scala non definita del progetto di Leonardo da Vinci Leonardo dal Codice Atlantico (codex atlanticus), f, 9v, 1504 ca. Biblioteca Ambrosiana.

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Non si tratta di una invenzione totale, ma dell’ottimizzazione di un’arma esistente. Al tempo di Leonardo, infatti, le bombarde erano usate negli assedi. La loro grande bocca permetteva di sparare grossi proiettili che potevano aprire facilmente grandi brecce nelle difese nemiche. Le macchine erano però decisamente pesanti e richiedevano molto tempo per essere manovrate.

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 Oltre a ciò erano del tutto inefficaci in campo aperto. Leonardo studiò il problema ottimizzando la macchina da guerra. Rese più agevole e rapida la ricarica, attenuò il rinculo, progettò un sistema di puntamento rapido. E soprattutto inventò un nuovo tipo di “ballotta” (come venivano chiamati i proiettili da bombarda del tempo), ossia un proiettile che, una volta lanciato, si divideva in tante bombe esplosive.

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Leonardo studiò un nuovo tipo di proiettile che si frammentava in numerose bombe esplodenti una volta in volo.

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PONTE AUTOPORTANTE
Studio di ponte trasportabile in legno
Modello in scala non definita da: Leonardo da Vinci, “Ponte autoportante per uso militare”, Codice Atlantico f 69ar, 1490 ca.
Si monta senza colla, senza chiodi, senza corde… ma solo con un po' di pazienza. Aveva ragione Leonardo: il suo peso lo sostiene.

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Siamo partiti dal disegno di Leonardo che si trova nel Codice Atlantico e abbiamo costruito un modello di ponte basato soltanto su due moduli ripetitivi. Leonardo disegnò molti ponti, ma questo è sicuramente il più geniale per semplicità, praticità ed efficienza tattica perché trasportabile, paragonabile (anche se in modo inverso) al famoso ponte Bailey della Seconda guerra mondiale (il quale peraltro si rifaceva al ponte smontabile dell’ingegnere napoletano Alfredo Cottrau (seconda metà del 1800).

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Il ponte di Leonardo è composto da semplici travi a sezione circolare, che si assemblano senza l’impiego di legature o incastri sagomati: il peso del ponte è sufficiente a esercitare la pressione necessaria, perché le travi dei montanti, chiudendosi a forbice, bloccano le traverse, impedendo così alla struttura di cedere. Peraltro la stabilità del ponte cresce con l'aumentare del carico.

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CARRO DA GUERRA CON MAZZE RUOTANTI

Interpretazione in scala non definita del progetto di Leonardo da Vinci, Codice (Codex) Windsor 1265r, 1485 ca.

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È uno dei molti studi, che Leonardo fece sui carri da guerra, quasi esclusivamente per dimostrare ai diversi sovrani la pericolosità del mezzo. Nei disegni illustranti le diverse varianti del carro, aggiunge anche una nota con la quale spiega che questo tipo di arma aveva dimostrato di essere molto più pericoloso per i propri soldati, che lo dovevano affiancare, che non per i nemici. Per questo riteneva importante studiare e provare metodi di attacco che permettessero di difendersi dai carri senza avvicinarsi troppo, usando per esempio frecce, lance, sassi ed anche gruppi di soldati con tamburi, i quali, con grida ed ogni sorta di rumore, potevano facilmente far imbizzarrire i cavalli, in modo da far cambiare loro repentinamente direzione creando così scompiglio, morti e feriti.

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Le ruote trasmettono il moto al meccanismo montato in posizione centrale, che lo trasmette alle mazze le quali ruotano e si alzano fino a raggiungere la posizione orizzontale quando il movimento è molto veloce. Questo sarebbe stato possibile attaccando alla macchina da guerra dei cavalli.

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TRASFORMAZIONE DEL MOTO

Modellino (in scala non definita) per fini didattici di Leonardo da Vinci sulla trasformazione del moto, contenuto nel Codice di Madrid f 17r

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«[…] il moto circulare continuo che gienera il moto continuamente discontinuo.[…] voltando il manico a per uno medesimo verso, la ruota principale si volta quando per un verso e quando per l'altro.» Il kit è composto principalmente da “assiemi” di pezzi (per lo più in multistrato di betulla non fenolica).

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È un modellino estremamente istruttivo. Il suo montaggio, facilitato dal manuale di istruzioni illustrato, permette di comprendere con immediatezza il difficile concetto di “trasformazione del moto”.

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CARRO ARMATO

Leonardo da Vinci, Codice Arundel, folio 1030, 1485 ca. British Museum.
Progetto per un “carro coperto”.

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Concettualmente l’idea di un carro coperto (così lo chiama Leonardo), in grado di contenere al suo interno armi di offesa, è molto antica. In questa, come per altre sue idee il genio toscano si preoccupa di proporre un’idea in grado di stupire. Il suo è un progetto per un’arma che nessuno aveva mai neppure immaginato ed in grado di seminare il terrore tra i nemici. Tuttavia Leonardo non ci offre elementi molto dettagliati, come se si rendesse conto delle enormi difficoltà per rendere operativa una tale arma e, quindi, riduce tutto a due immagini: quella che mostra l’impatto terrificante dei molti cannoni montati sui 360º della struttura circolare; e quella che offre lo spaccato della parte interna con il possibile meccanismo per farlo muovere.

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Non ci sono misure o riferimenti se non i cannoni, come se si volesse far capire che il progetto era la base per costruire un'arma più o meno grande. Il problema infatti, di cui Leonardo era sicuramente consapevole, è che con più la si vuole rendere efficace, maggiore dovrà essere il numero di cannoni; di conseguenza la struttura del carro risulterà più grande e, quindi, più difficile da manovrare e spostare. Nel disegno di Leonardo si contano non meno di 36 cannoni, noi ne abbiamo previsti 10.

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La parte superiore del carro armato può essere fissata con la colla e diventare un corpo unico, oppure lasciata libera, cosa che consigliamo, in modo da poter vedere e far vedere l’interno. Anche la torretta può essere fissata al corpo del carro oppure lasciata libera usando solo, per fermo, i relativi incastri.

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VITE AEREA

Studio in legno pelle e tessuto non tessuto. Modello in scala non definita da: Leonardo da Vinci, manoscritto B, foglio 83 v., (1485ca.). Codice Atlantico.
Scatola di montaggio di un modellino in scala non definita relativo ad una interpretazione di un’idea di Leonardo da Vinci in: manoscritto B, foglio 83 v., (1485ca.). Codice Atlantico, Biblioteca Ambrosiana, Milano. In questo studio Leonardo sostiene, in anticipo di secoli la forza “trattiva” dell’elica. Una tela a forma di spirale, disposta attorno ad un albero verticale, il quale si innesta su una piattaforma centrale. La vite doveva essere azionata da quattro uomini i quali, spingendo le rispettive barre orizzontali, facevano ruotare l’albero. Scrive Leonardo: «Se questo strumento a vite sarà ben fatto, cioè fatto di tela lina, stopata, i suoi pori trattai con amido, e svoltata con prestezza, detta vite si farà la femmina nell’aria e monterà in alto».

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Riciclandia Bat-18a è un omaggio al genio di Leonardo da Vinci. Alle sue doti di inventore, alle sue capacità tecniche e artistiche, al suo raffinato gusto estetico.
Riciclandia Bat-18a è il riconoscimento dei suoi studi continui, della ricerca del bello, dell'equilibrio e della misura delle cose che rendono piacevole la vita.
Riciclandia Bat-18a è il risultato di un lungo studio tecnico e di immagine, oltre ad un paziente lavoro di sintesi che ha tenuto conto, non soltanto degli aspetti intuitivi sul volo di Leonardo, ma anche della cultura toscana.

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BAT-18a


LA LIBELLULA. Oggetto da arredamento di grandi dimensioni, con luci led, in scatola di montaggio parzialmente montata. Elaborazione da studio sul volo e sugli insetti, dI Leonardo da Vinci.

Alimentazione tramite un connettore standard Usb A con assorbimento di 180 mA ( 5 V. )
Dati tecnici:
La Libellula contiene 8 led da 3 mm e 3 da 10 mm collegati in parallelo con resistenza di caduta ottenuta con i tiranti anteriori in modo da dissipare il calore al di fuori del corpo in legno
Alimentazione: 5V Usb
Assorbimento: 180 mA
Connettore Standard Usb A
con collegati:
Contatto 1 = + 5 V
Contatto 4 = negativo
Si consiglia l' uso di un alimentatore sovradimensionato da almeno 5 V. 1,5 A. per un uso continuativo
oppure un Powerbank di potenza adeguata, un 10000 mAh può garantire più di un intera giornata di funzionamento (es. in stand fieristici)
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Questo marchingegno, a cui abbiamo dato il nome di “Millefiori”, è un multi strumento in legno per disegnare in modo veloce e divertente una quantità infinita di fiori belli (… o quasi) come quelli di Leonardo. Millefiori è nato per consentire a tutti di disegnare “il fiore di Leonardo”, logo del Giorno di Leonardo, realizzato da Gabriele Zeloni per la Pro Loco di Vinci, a cui si deve la paternità della grande festa per il compleanno del grande genio toscano nato a Vinci il 15 aprile 1452. Le varie maschere, con le quali è possibile disegnare, sono ricavate da un’unica tabella di legno compensato formato A4, con le varie forme utili al disegno (pretagliate) oltre ad un supporto “reggi foglio” con pinza, usabile anche come supporto per leggere, fare le parole crociate, disegnare, ecc.

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